martedì 7 agosto 2012

Estratti astratti d’estate



[…] Volgare ripetizione questa vita di quell’altra. Eppure nella fantasia non avevo ancora gli anni di adesso. Ero più giovane, quasi un bambino, e mi sembrava di poter vivere con tutti i sensi. Qui invece, da questa parte, al di qua dei sogni, se guardo non ascolto, se annuso non gusto, e se tocco, be’, se tocco a volte non sento […].

 

[…] Proposito per il nuovo anno. Quello che comincia domani. Immagazzinare quanta più vita possibile, farne conserva. E poi scrostare, allo sguardo attento della suggestione, l’emozione. Veder crescere i pensieri nuovi e trasferirli nella fantasia, su carta, e scrivere quindi, e poi deglutire. Ecco, così […].

 

[…] Questa estate è raffinata, bada alla bellezza. Corre veloce come la ninfa inseguita dal Giove di turno, un po’ schiavo e un po’ padrone. Guardo la gente intorno. È tutta colorata in faccia fin sulle chiappe, come per sfuggire al pallore della morte. E c’è qualcosa, quando finalmente mi vedo, che mi fa stare bene. Sono in mezzo alla gente che vive, bello tra belli. Vivo appunto, dialogo. Ma non con me stesso. Viaggio, pure, ma non dall’interno, verso fuori invece, come dev’essere […].

 

[…] Esploro le strade nuove del Raval e cerco quanti più amici ci sono. Bevo un’aranciata ma non è vero, è roba alcolica. Fluttuo dunque, tra le onde degli incontri, i sapori e i colori, su tutti i dialetti del mondo […].







E mentre scrivo, l’ora per voi, proprio in questo momento, mi sento fremere e io lo so perché. C’è qualcosa che mi vuole squarciare, spinge dal profondo.



 



È tutto il mare che mi porto dentro.