venerdì 7 marzo 2014

Assalto alle stelle



Vi dirò la verità. Il titolo di questo post era in realtà di un altro contenuto, non di questo. Avrebbe dovuto scriversi assieme a tutto il resto, perché un titolo, quand’è fatto, dev'essere accompagnato, e che diamine, dalle parole, da un incipit, uno svolgimento, una fine, o che ne so, almeno da un'idea!

Invece è rimasto lì, da solo, tra le bozze del blog, in attesa di un autore che ne svolgesse il contenuto, o che lo pensasse almeno.


Dunque il titolo di questo post avrebbe potuto e dovuto essere, forse, "Storia di un titolo in cerca d'autore", e invece non lo è. Perché direte voi?


Perché in questo periodo lascio che le cose accadano, semplice no?, mi abbandono, e consento al tempo di fare il suo corso. Da più di un mese non scrivo qui, è vero, e mi sento un po' in colpa. Il 27 febbraio questo blog ha compiuto tre anni. Cammina da solo e si regge sulle proprie gambe da un bel pezzo, è vero, ma a volte cade, e io non gli tendo la mano. Non festeggio più i suoi anni. So di non essere un buon padre. E mi dispiace. Credetemi. Però vivo, sì, respiro, così, quasi felice. E poi penso, e immagini di grande bellezza mi prendono, e  tutto assorto le colgo nude, spiando dal buco della serratura.

Si fa un gran parlare di bellezza in questi giorni. La sera a Sanremo, o alla notte degli oscar. Pubblicità su pubblicità risolvono tutti i problemi nella bellezza, e del resto la bellezza salverà il mondo scriveva qualcuno, mentre qualcun altro su questa frase ci scriveva saggi. Qualcosa vorrà dire.

I poeti poi, scrivono di bellezza. Ciascuno come può. Anche questo blog da sempre la ricerca, ma come ricercherebbe il sorriso perduto di una donna sotto una sedia, proprio in questo modo, così, per farla ridere.


Però la bellezza non si mangia. La bellezza non è un fatto commerciale. Non possiamo incastonarla come un diamante e portarla al dito, perché non ha prezzo e non è acquistabile. La bellezza che io chiamo poesia non può vincere un oscar, né tantomeno può dare il pane a bocche da sfamare. La bellezza non si mangia. Non prendiamoci in giro. E non diamo risposte poetiche a problemi reali.

Sapete cos’è, per me, ora, proprio in questo momento mentre scrivo, la bellezza? E’ questa canzone.








Ascoltate le note e chiudete gli occhi. Immaginate tanti ragazzi, giovani, con i volti sorridenti. Camminano tutti insieme come all’interno di un movimento di protesta che però non usa armi, non grida. Ai cori risponde coi fiori. Ragazze e ragazzi, giovani donne e uomini giovani. Camminano tutti insieme, l’uno accanto all’altro. Sorridono, hanno lo sguardo sereno, e avanzano decisi verso il futuro, sicuri di cambiarlo in meglio. Niente più ingiustizie, niente inganni. Solo una più sana consapevolezza di dover fare ciascuno la propria parte, rispettando le regole.



Sopravvive soltanto ciò che non è corrotto dal potere




Non vi sembra sufficientemente poetica questa frase? A me si. E adesso lascio, amici miei, che alle parole seguano i fatti.



Abbiamo tante cose da fare insieme, il giorno come la notte, carambolati dai raggi del sole, all’assalto del cielo stellato.


:)